martedì 4 settembre 2007
StarOffice gratis per tutte le scuole italiane
StarOffice gratis per tutte le scuole italiane
D'intesa con il Ministero dell'Istruzione, Sun regala a tutte le scuole la licenza di distribuire e duplicare la propria suite, concorrente di Microsoft Office. Un'occasione che è vitale cogliere, e non solo per una questione di soldi.
Eppure è vero: la suite di applicazioni per ufficio di Sun sarà a disposizione gratuita di tutte le scuole italiane, pronta a spiazzare l'onnipresente e costoso Microsoft Office.
La qualità di entrambi è comunque più che adeguata. Io uso da tempo OpenOffice.org sia sotto Windows, sia sotto Linux, per la mia contabilità e per scrivere tutti i miei libri e articoli: anche le parole che state leggendo sono state scritte e salvate in formato HTML tramite OpenOffice.org. La stabilità è ottima, anche su documenti molto grandi: per esempio, un mio file di testo di tremilatrecento pagine manda in crisi Microsoft Word ma viene gestito senza problemi da OpenOffice.org.
I veri vantaggi di StarOffice/OpenOffice.org rispetto al pacchetto Microsoft, a parte ovviamente il prezzo, sono la formula di licenza, la disponibilità su più sistemi operativi e l'uso di formati pubblici e non proprietari.
* Licenze. Quelle Microsoft ormai non si acquistano più una tantum, ma si pagano sotto forma di canone annuo: più a lungo usate Office, più vi costa. Certo, avete diritto ad alcuni aggiornamenti, ma resta da vedere se vi servono.
* Irrevocabilità. Le licenze Microsoft sono revocabili a distanza, grazie alla Windows Product Activation, che consente anche di impedire l'installazione del software dopo una certa data: fra dieci anni, per esempio, non potrete più installare Office XP, perché il server Microsoft che gestisce la WPA sarà stato pensionato. Per contro, la licenza di StarOffice/Openoffice.org non comporta un canone, ma soltanto un pagamento iniziale (per StarOffice) o nessun pagamento (per OpenOffice.org), e non è revocabile: il software è vostro per sempre.
* Multipiattaforma. La disponibilità di Staroffice e/o OpenOffice.org sotto Windows, Linux, Mac, Solaris e vari altri sistemi operativi significa che il formato XML è l'unico, insieme all'HTML e al PDF di Acrobat, a essere veramente universale (a differenza, per esempio dei file DOC di Microsoft Word). Potete dare un documento StarOffice a chiunque, senza preoccuparvi di sapere se usa Windows o Mac o Linux o altro. Potete inoltre cambiare sistema operativo senza il trauma di dover adottare nuove applicazioni: nel passare da Windows a Linux, potrete continuare a usare StarOffice/OpenOffice.org esattamente come prima.
* Formato pubblico. L'uso da parte di StarOffice/OpenOffice.org del formato XML, che è pubblicamente documentato, significa sostanzialmente libertà: il testo dei documenti scritti in questo formato è leggibile anche con un normale editor di testi, come lo è l'HTML delle pagine Web, per cui non si diventa dipendenti da una specifica applicazione. Nulla vieta a chiunque (società commerciali o comunità di utenti) di scrivere un programma a codice aperto o chiuso che legga e scriva i file di StarOffice/OpenOffice.org.
Anche i formati Microsoft sono documentati, ma la documentazione è accessibile soltanto dietro accordi di riservatezza e a condizione che non venga usata per realizzare prodotti concorrenti; lo stesso vale per l'annunciata adozione dell'XML da parte di Microsoft.
Usare formati "segreti" come questi per i propri documenti significa condannarsi a dipendere da un'applicazione specifica, e la disponibilità di quell'applicazione per un unico sistema operativo obbliga l'utente a dipendere dal venditore di quell'unico sistema operativo.
I formati proprietari, insomma, sono un ingrediente fondamentale nella creazione e nel mantenimento di un monopolio; è un concetto ampiamente sfruttato da molte società di software oltre a Microsoft.
Oltretutto, stando a Sun Italia, l'intesa fra Sun e il Ministero consente anche ai medesimi studenti e docenti di copiare legalmente StarOffice sul proprio computer di casa. In altre parole, permette di migrare più agevolmente a Linux e liberarsi anche a livello personale del fardello economico di Windows e Office (o di sottrarsi ai rischi legali in caso di Windows e Office "gratuiti" perché piratati).
Risparmio. Le licenze Microsoft, anche in versione scolastica, costano care, e vanno moltiplicate per tutti i computer della scuola. La licenza di StarOffice, invece, è gratuita e unica a prescindere dal numero presente o futuro di computer nell'istituto.
* Basta pirateria. Signor preside, che cosa facciamo se arriva un'ispezione della Finanza e della BSA? Ce li abbiamo tutti i certificati di licenza Microsoft? O addirittura abbiamo copie pirata di Microsoft Office? L'offerta Sun mette tutto in regola con un'unica licenza.
* Lo dice il Ministero. Che diamine, bisogna entrare nella mentalità del burocrate. Se una cosa è benedetta dall'imprimatur del ministero, si fa e non si discute. Non perché il burocrate sia pecorone, ma semplicemente perché la benedizione del ministero gli permette di scaricare eventuali responsabilità. Se installa Openoffice.org e poi non funziona, la colpa è sua; se installa StarOffice e va a rotoli, la colpa è del ministero. Dunque ben venga StarOffice.
* E' quasi uguale a Microsoft Office. Il non informatico ha paura delle novità: gli alterano quelle poche certezze faticosamente acquisite. Per fortuna, chi usa Staroffice/OpenOffice.org conosce bene la sindrome del "ma che strano Word che usi": l'interfaccia è talmente simile a quella Microsoft che capita spesso di vedere utenti che non si rendono conto di aver di fronte una suite non-Microsoft, per cui la migrazione è facile e indolore.
* Possiamo continuare a usare i vecchi documenti scritti con i prodotti Microsoft. StarOffice li legge e scrive senza troppi problemi, e nei casi più difficili ci sono i lettori gratuiti di Microsoft per i file Word, Excel e PowerPoint
D'intesa con il Ministero dell'Istruzione, Sun regala a tutte le scuole la licenza di distribuire e duplicare la propria suite, concorrente di Microsoft Office. Un'occasione che è vitale cogliere, e non solo per una questione di soldi.
Eppure è vero: la suite di applicazioni per ufficio di Sun sarà a disposizione gratuita di tutte le scuole italiane, pronta a spiazzare l'onnipresente e costoso Microsoft Office.
La qualità di entrambi è comunque più che adeguata. Io uso da tempo OpenOffice.org sia sotto Windows, sia sotto Linux, per la mia contabilità e per scrivere tutti i miei libri e articoli: anche le parole che state leggendo sono state scritte e salvate in formato HTML tramite OpenOffice.org. La stabilità è ottima, anche su documenti molto grandi: per esempio, un mio file di testo di tremilatrecento pagine manda in crisi Microsoft Word ma viene gestito senza problemi da OpenOffice.org.
I veri vantaggi di StarOffice/OpenOffice.org rispetto al pacchetto Microsoft, a parte ovviamente il prezzo, sono la formula di licenza, la disponibilità su più sistemi operativi e l'uso di formati pubblici e non proprietari.
* Licenze. Quelle Microsoft ormai non si acquistano più una tantum, ma si pagano sotto forma di canone annuo: più a lungo usate Office, più vi costa. Certo, avete diritto ad alcuni aggiornamenti, ma resta da vedere se vi servono.
* Irrevocabilità. Le licenze Microsoft sono revocabili a distanza, grazie alla Windows Product Activation, che consente anche di impedire l'installazione del software dopo una certa data: fra dieci anni, per esempio, non potrete più installare Office XP, perché il server Microsoft che gestisce la WPA sarà stato pensionato. Per contro, la licenza di StarOffice/Openoffice.org non comporta un canone, ma soltanto un pagamento iniziale (per StarOffice) o nessun pagamento (per OpenOffice.org), e non è revocabile: il software è vostro per sempre.
* Multipiattaforma. La disponibilità di Staroffice e/o OpenOffice.org sotto Windows, Linux, Mac, Solaris e vari altri sistemi operativi significa che il formato XML è l'unico, insieme all'HTML e al PDF di Acrobat, a essere veramente universale (a differenza, per esempio dei file DOC di Microsoft Word). Potete dare un documento StarOffice a chiunque, senza preoccuparvi di sapere se usa Windows o Mac o Linux o altro. Potete inoltre cambiare sistema operativo senza il trauma di dover adottare nuove applicazioni: nel passare da Windows a Linux, potrete continuare a usare StarOffice/OpenOffice.org esattamente come prima.
* Formato pubblico. L'uso da parte di StarOffice/OpenOffice.org del formato XML, che è pubblicamente documentato, significa sostanzialmente libertà: il testo dei documenti scritti in questo formato è leggibile anche con un normale editor di testi, come lo è l'HTML delle pagine Web, per cui non si diventa dipendenti da una specifica applicazione. Nulla vieta a chiunque (società commerciali o comunità di utenti) di scrivere un programma a codice aperto o chiuso che legga e scriva i file di StarOffice/OpenOffice.org.
Anche i formati Microsoft sono documentati, ma la documentazione è accessibile soltanto dietro accordi di riservatezza e a condizione che non venga usata per realizzare prodotti concorrenti; lo stesso vale per l'annunciata adozione dell'XML da parte di Microsoft.
Usare formati "segreti" come questi per i propri documenti significa condannarsi a dipendere da un'applicazione specifica, e la disponibilità di quell'applicazione per un unico sistema operativo obbliga l'utente a dipendere dal venditore di quell'unico sistema operativo.
I formati proprietari, insomma, sono un ingrediente fondamentale nella creazione e nel mantenimento di un monopolio; è un concetto ampiamente sfruttato da molte società di software oltre a Microsoft.
Oltretutto, stando a Sun Italia, l'intesa fra Sun e il Ministero consente anche ai medesimi studenti e docenti di copiare legalmente StarOffice sul proprio computer di casa. In altre parole, permette di migrare più agevolmente a Linux e liberarsi anche a livello personale del fardello economico di Windows e Office (o di sottrarsi ai rischi legali in caso di Windows e Office "gratuiti" perché piratati).
Risparmio. Le licenze Microsoft, anche in versione scolastica, costano care, e vanno moltiplicate per tutti i computer della scuola. La licenza di StarOffice, invece, è gratuita e unica a prescindere dal numero presente o futuro di computer nell'istituto.
* Basta pirateria. Signor preside, che cosa facciamo se arriva un'ispezione della Finanza e della BSA? Ce li abbiamo tutti i certificati di licenza Microsoft? O addirittura abbiamo copie pirata di Microsoft Office? L'offerta Sun mette tutto in regola con un'unica licenza.
* Lo dice il Ministero. Che diamine, bisogna entrare nella mentalità del burocrate. Se una cosa è benedetta dall'imprimatur del ministero, si fa e non si discute. Non perché il burocrate sia pecorone, ma semplicemente perché la benedizione del ministero gli permette di scaricare eventuali responsabilità. Se installa Openoffice.org e poi non funziona, la colpa è sua; se installa StarOffice e va a rotoli, la colpa è del ministero. Dunque ben venga StarOffice.
* E' quasi uguale a Microsoft Office. Il non informatico ha paura delle novità: gli alterano quelle poche certezze faticosamente acquisite. Per fortuna, chi usa Staroffice/OpenOffice.org conosce bene la sindrome del "ma che strano Word che usi": l'interfaccia è talmente simile a quella Microsoft che capita spesso di vedere utenti che non si rendono conto di aver di fronte una suite non-Microsoft, per cui la migrazione è facile e indolore.
* Possiamo continuare a usare i vecchi documenti scritti con i prodotti Microsoft. StarOffice li legge e scrive senza troppi problemi, e nei casi più difficili ci sono i lettori gratuiti di Microsoft per i file Word, Excel e PowerPoint
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